Le erbe amiche 9

 

Passiflora,  passifloracee

Parti utilizzate: parti aeree della pianta.

Si assume per via interna, ha importanti proprietà sedative.

Si prepara in infuso, decotto, estratto fluido, tintura e trova la sua applicazione in tutti gli stati ansiosi, sia nelle nevrosi isterica, fobica, ossessiva e post traumatica, che negli stati di angoscia. E’ particolarmente indicata nella terapia dell’insonnia, dove non ha effetti ipnotici, e per contrastare i disturbi correlati alla menopausa, quali tachicardia, dispnea, vampate di calore.        

Piantaggine, plantaginacee

Parti utilizzate: pianta intera.

Per uso interno è batteriostatica e antinfiammatoria. Per uso topico è cicatrizzante e disinfiammante.

Per uso interno si prepara in tintura ed estratto fluido e viene impiegata nell’asma, nelle bronchiti, nelle diarree. Esternamente si applicano le foglie triturate su piaghe e punture di insetti. Se ne ricava anche un collirio per le congiuntiviti e le blefariti.

Primula, primulacee

Parti utilizzate: fiori raccolti in primavera, rizomi raccolti in autunno.

Si assume per via interna. I fiori hanno proprietà diuretiche, spasmolitiche e sedative. Le radici bechiche ed espettoranti.

Si prepara in estratto fluido e viene impiegata nella terapia dell’insonnia, nell’influenza, le bronchiti acute e l’asma.

Pulsatilla, ranuncolacee

Parti utilizzate: pianta intera, parte aerea all’inizio della fioritura.

Si assume per uso interno, ha proprietà spasmolitica.

Si assume in tintura contro gli spasmi bronchiali, gastrointestinali, ma soprattutto uterini. Può essere utilizzata anche per le cefalee catameniali.

Attenzione: l’intera pianta è tossica e non bisogna superare le dosi terapeutiche. L’intossicazione induce depressione cardiaca e respiratoria.

Rabarbaro, polygonacee

Parti utilizzate: radici e rizomi.

Si assume per via interna, ha proprietà lassative, ipoglicemizzante, ipolipemizzante.

Si usa il decotto, che viene impiegato soprattutto come lassativo, anche se resta valido il suo impiego nelle iperlipidemie e nell’iperglicemia.

Attenzione: è una pianta controindicata durante l’allattamento, negli stati infiammatori dell’apparato digerente, nelle emorroidi e se la stipsi è abituale.  

 

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