| La psicodinamica è
quella scienza che studia l'insieme dei processi consci e inconsci che
determinano la condotta umana. Da quest'ottica bisogna quindi accettare
l'ipotesi secondo cui il comportamento, anche quello sintomatico
(disturbato), sia determinato anche dall'interazione di forze interne alla
mente che possono agire senza che la persona ne abbia
consapevolezza.
La
psicodinamica
analizza e studia come si sviluppa la mente e di come queste energie
psichiche ipotizzate si organizzino nel corso della crescita, che comporta
soprattutto una serie di manovre di adattamento all'ambiente in cui
l'individuo viene a trovarsi.
Freud, con la teoria dei conflitti intrapsichici tra
attività psichiche inconsce, è stato il grande antesignano di questo
approccio, il primo grande psicodinamista. Anche se i nuovi indirizzi
psicoterapeutici hanno ora molto ampliato i suoi concetti e se le
conclusioni a cui arrivò questo grande studioso non sono per lo più
condivise, ci ha indicato però dove guardare per risalire a molte cause
della sofferenza emotiva.
Psicodinamica e Fiori di Bach
Applicare la psicodinamica ai
Fiori di Bach non altera in nulla la visione di Bach stesso, poiché i
Fiori non vengono costretti in schemi di prescrizione, teorici e uguali
per tutti, che
scavalcano di nuovo l'unicità di ogni individuo. Noi riteniamo che questo
approccio rappresenti il naturale sviluppo della teoria di
Bach. Il Maestro ci ha mostrato come si presentano e come agiscono i
Fiori, e noi ora andiamo a scavare nelle loro stesse radici per mettere a
fuoco anche il conflitto che determina gli stati negativi.
Bach ci dice infatti che
gli stati negativi presentati dai Fiori sono il risultato di un cattivo
adattamento, conseguenza di aggressioni subite nel corso della vita,
infanzia compresa. E abbiamo visto che una delle parole chiave della psicodinamica è proprio
l'adattamento: il bambino per
sopravvivere deve adattarsi al proprio ambiente familiare, sano o malato
che sia, l'adulto deve adattarsi al sociale.
A cominciare dal clima
favorevole o ostile, dal cibo reperibile o meno, per allargarci poi
all'ambiente umano degli adulti, codificato da regole sociali più o meno
strette, l'intera crescita si può riassumere in un lunghissimo
processo di adattamento, dove il mondo psichico deve venire a patti
con tutti questi elementi dell'ambiente esterno.
La psicodinamica indaga esattamente cosa succede a livello psichico
durante questo processo, particolarmente lungo proprio nell'essere umano,
e quali conflitti siano rimasti irrisolti lungo la strada. Le motivazioni infantili sono
state ascoltate, oppure il bambino si è trovato costretto a modificarle o a
reprimerle? il bisogno del piacere, della sicurezza, sono stati ascoltati?
è stato permesso al bambino di conoscersi, o è stato prematuramente
'addestrato' a coincidere con i modelli ideali dei genitori?
Possiamo dire che nessun essere umano esca indenne dal proprio
adattamento, anche perché la condivisione della vita con l'altro richiede
comunque una limitazione all' affermazione del proprio Io. La
psicodinamica indaga esattamente questo processo, cercando di individuare
quei casi in cui il prezzo dell'adattamento sia stato troppo alto e abbia
lasciato aperti importanti conflitti inconsci, origine dei
sintomi.
Ma cosa ci dice di nuovo Bach a proposito dei disturbi emozionali? Praticamente
la stessa cosa. L'essere umano nasce sano e orientato al bene, guidato
dalla voce della propria Anima (che Bach intende come istanza spirituale,
ma che vediamo coincidere, dal punto di vista di molte scuole psicologiche, con il
Sé). La sua spinta innata è quella di realizzare i suoi personali
talenti, che si manifestano attraverso i desideri.
Ma le aggressioni (compresi i condizionamenti forzati) che subisce lo
portano a mettersi soprattutto su posizioni difensive, così che cercherà
di diventare, invece che 'se stesso', un qualcuno di adattato agli altri e
alle loro richieste. E così facendo pian piano si allontanerà dalla sua
voce interiore, aprendo le porte al malessere emozionale, e quindi alla
malattia.
Le famiglia disarmoniche, dove già i genitori sono emozionalmente
lesi, influiscono pesantemente sulla crescita dei bambini. Purtroppo
però non abbiamo bisogno di casi così estremi perché si produca malessere.
Anche l'adattamento a una società così rigida e dura come è diventata la nostra
genera una continua sofferenza emotiva, specialmente nel mondo
dell'infanzia, a cui è richiesto di sacrificare molto della dimensione
fantasmagorica. Si chiede ai bambini di diventare dei 'piccoli adulti' con tutta una serie di
coercizioni che non rispettano il loro mondo interiore, ma che mirano soltanto
a temprarli per la dura lotta del domani.
La psicodinamica, aiutandoci a
capire il significato e il linguaggio del sintomo, ci aiuta a fare
la stessa cosa con gli stati disarmonici presentati dai Fiori.
Che vissuto ci può essere per esempio dietro la sottomissione di
Centaury o di Pine o l'insicurezza di
Larch o di Cerato?
In tutti e quattro questi Fiori
vediamo che c'è una sopravvalutazione dell'altro, che viene percepito
migliore e più forte, più sapiente. Ma perché uno risponde con il senso di
colpa e l'altro invece con l'abnegazione? E un altro invece si tira
indietro?
Bisogna risalire ai conflitti
inconsci. Cosa chiedeva l'ambiente a Centaury? C'erano forse dei genitori
insicuri che avevano bisogno di qualcuno più piccolo di loro per sentirsi
forti? O un fratello o una sorella maggiore che non avevano lasciato
nessuno spazio di responsabilità al nuovo nato? Centaury ha forse imparato che amare è non esistere perché esista
di più l'altro?
O forse questi stessi genitori
anche senza saperlo erano in competizione con i figli, e avevano bisogno di essere
loro gli unici
bravi, così che Pine ha imparato ad avere senso di colpa ogni volta che
sente un desiderio, e con esso la spinta ad affermarsi appagandolo?
O forse ancora Pine ha avuto una madre depressa, o malata, che non
riusciva a sorridergli, e ora lui vuole prendere su di sé l'espiazione dei
mali del mondo per punirsi di essere stato così incapace a scambiare amore
con sua madre?
Cerato e Larch sembrano aver
imparato che non c'è posto per chi sbaglia, che l'errore è un'onta che non
si può sopportare. E non rischiano, non possono, questo spettro, gigante, forse
giace ancora nell'inconscio.
Se guardiamo poi ai Fiori
che si presentano forti e arroganti, quali per esempio Beech e Vine,
sappiamo
che sono anche fragilissimi, che non possono reggere il confronto con i
propri errori, che hanno bisogno di dominare l'altro perché questo non si
esprima liberamente. Quale paura incute loro la libertà? Forse quella
della loro stessa rabbia, che forse copre un dolore profondissimo?
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