Accademia di Floriterapia Psicodinamica 

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Scuola di Botanica 4

 

Anatomia delle piante, la radice e il fusto

La radice

Parte del cormo (corpo della pianta) che si sviluppa dalla radichetta dell’embrione. Ha due funzioni, ancorare la pianta al terreno e fornirla delle sostanze nutritizie che assorbe dall’acqua, dove queste sono sciolte. La sua forma è in stretto rapporto con queste due funzioni, per cui le ramificazioni si estendono in lungo e in largo per la prima funzione, e si ricoprono di peli assorbenti per la seconda.

La radice non porta mai né foglie né gemme, anche se può averne di avventizie.

Lapice, che in genere si approfondisce nel terreno, è protetto da una cuffia. Il tratto che lo segue subito dopo, lungo circa 1 cm, è detta regione di accrescimento, è il luogo dove le cellule, originatesi comunque nell’apice, aumentano di dimensioni.

Segue poi la zona pilifera, assorbente, ricca di peli preposti a questa funzione, che aumentano la superficie della zona assorbente. L’assorbimento avviene solo in questa piccola zona, anche quando è notevole. La zona assorbente si sposta continuamente nel terreno, poiché man mano che la radice cresce i peli si distruggono verso la parte più alta della zona assorbente, e si riformano verso l’apice.

La radice in genere si ramifica più o meno abbondantemente. Le due forme più diffuse sono la radice a fittone e quella fascicolata. La prima è quando la radice principale ingrossa notevolmente, molto più dei suoi rami, con peli assorbenti che  possono essere sia radi che molto abbondanti e ramificati. La seconda si ha invece quando lo sviluppo dei rami eguaglia o supera quello della radice principale.

Il Fusto

Organo fondamentale del cormo delle piante dette superiori, generalmente aereo e fornito di rami e di foglie. La sua funzione è soprattutto quella di portare i rami, le foglie, i fiori, i frutti, trasportando a questi organi il nutrimento assorbito nella radice, che scorre al suo interno nei fasci vascolari. Può essere formato da un unico fascio di fibre concentriche, con la parte legnosa sia all'interno che all'esterno, o da un fascio di tanti piccoli steli riuniti.

Il fusto, o caule, origina anch’esso come la radice dallo sviluppo dell’apice del germoglio embrionale, ma nella direzione opposta. Ha un apice nudo e si divide in nodi, i punti d’intersezione delle foglie, e internodi, i tratti interposti tra un nodo e l’altro.

L’accrescimento del caule, che è indeterminato e può andare avanti per l’intera vita della pianta, avviene sia nell’apice, dove le cellule hanno una grande attività di moltiplicazione, sia negli internodi, per distensione delle cellule prodotte dall’apice. Così man mano che la pianta cresce, sia in altezza che in larghezza, gli internodi si allungano e le foglie vengono allontanate tra di loro. I rami originano all’ascella delle foglie, dove nascono le gemme dette laterali. I nodi sono tanto più sviluppati quanto più sono lontani dall’apice.

Esistono però anche piante, dette a rosetta, dove non si formano gli internodi, ma le foglie restano tutte ravvicinate e aderenti al terreno.

Il caule può essere anche un organo di riserva, e da giovane partecipa alla fotosintesi clorofilliana. Può avere molte forme. In genere è cilindrico, ma può essere anche prismatico, con 3 o più spigoli, appiattito come nel fico d’India, o di altre forme.

La ramificazione

Diciamo che un organo si ramifica quando dà origine a un'altro organo dello stesso valore morfologico.

La ramificazione si chiama terminale quando i rami si sviluppano per divisione dell’apice, dando origine in genere a due rami che ripetono poi lo stesso processo. I rami possono essere uguali o diversi.

Si chiama invece ramificazione laterale quella in cui i rami si sviluppano sotto l'apice, ai lati dell'asse principale, e in genere si accrescono meno di questo, che li supera continuando a crescere e formando un grappolo o un racemo.

Se l’asse principale smette di accrescersi e viene superato e praticamente sostituito dai suoi rami, si ha allora la cima.

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