Accademia di Floriterapia Psicodinamica 

 www.floriterapia-psicodinamica.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scuola di Botanica 5

 

Anatomia delle piante, la foglia

La foglia

La foglia può essere considerata un vero e proprio laboratorio chimico, in quanto è  qui che avviene la fotosintesi clorofilliana. E' un’appendice del caule ed è sempre portata da un fusto. Le prime foglie originano in prossimità dell’apice del caule, poi, man mano che la pianta cresce, spuntano un po’ ovunque, probabilmente seguendo un percorso a spirale. Il loro accrescimento è limitato, ogni pianta ha più o meno delle dimensioni standard per le sue foglie.

Una foglia tipica è composta da due parti, entrambe costituite da vari tessuti: una lamina, o lembo, in genere allargata e appiattita; il picciolo, la parte assiale che la sostiene. La base è quella parte della foglia vicina al fusto, e in genere è allargata.

Nel lembo abbiamo due strati di epidermide, una che ricopre la pagina superiore e una quella inferiore, dove sono situati degli stomi (aperture microscopiche preposte agli scambi gassosi con l'ambiente esterno) e dei peli, abbondanti se si deve contrastare in modo importante la traspirazione.

L’epidermide racchiude tutti gli altri tessuti. La foglia può avere tutte cellule uguali o di due o più tipi. In genere troviamo due tipi principali di tessuto, il palizzata, formato da più strati di cellule allungate disposte una accanto all’altra, ricche di cloroplasti, che hanno la funzione di operare la fotosintesi clorofilliana, e il tessuto spugnoso, o lacunoso. Questo è formato da cellule povere di cloroplasti, con molti interstizi, ed è il tessuto adibito agli scambi gassosi. E’ qui che viene catturata l’anidride carbonica ed è da qui che, quando i cloroplasti del palizzata hanno operato la fotosintesi, si libera  l’ossigeno.

La foglia ha delle evidenti nervature. Si tratta dei fasci vascolari che si trovano nel tessuto spugnoso, o al limite tra questo e il palizzata. Questi fasci sono la diretta continuazione di quelli del fusto. Nel lembo fogliare si ramificano infinite volte, in connessione tra di loro, formando un fittissimo reticolo. Spesso hanno delle guaine.

Troviamo ancora nella foglia, in alcuni spazi lacunosi, in piccoli tubicini oppure in vasi laticiferi, delle cellule secretrici ricche di oli essenziali, mucillagini o resine.

I diversi tessuti cellulari si dispongono nel lembo sia secondo la forma di questo, che secondo la loro funzione. Nel lembo appiattito il palizzata, che deve operare la fotosintesi, si dispone subito sotto l’epidermide superiore, che in genere è quella rivolta verso la luce e priva di stomi, mentre lo spugnoso si pone subito sotto l’epidermide della pagina inferiore, ricca di stomi, i quali possono compiere la loro funzione di scambio gassoso con l’esterno solo se sono in comunicazione con gli spazi intercellulari della  foglia.

Quando invece entrambe le facce del lembo sono colpite dalla luce (come nell’eucalipto) troviamo stomi su entrambe le epidermidi. Il palizzata si pone subito sotto l'epidermide da entrambi i lati e lo spugnoso, con i fasci vascolari, si pone nel mezzo. Anche quando il lembo è a sezione abbastanza circolare e non appiattito, il palizzata si distribuisce uniformemente sotto l’epidermide e racchiude al centro lo spugnoso, mentre i fasci vascolari si mettono in genere in cerchio, al limite tra i due.

Si possono avere anche tessuti diversi, come nei pini, dove il tessuto è più o meno uniforme, senza una netta distinzione tra il palizzata e lo spugnoso.

La foglia può venire classificata in vari modi.

Secondo la forma del lembo può essere definita rotonda; ovata; obovata; ellittica; spatolata; lineare; oblunga; lanceolata; cordata; ensiforme; lesiniforme; aghiforme; filiforme o setacea; piana; a margine revoluto; a margine involuto; canalicolata; convoluta .

Secondo le nervature abbiamo foglie uninervie o plurinervie, che a loro volta saranno parallelinervie; angolinervie; penninervie; palminervie; peltinervie a seconda della distribuzione della nervatura.

Secondo i margini del lembo la foglia può essere intera o liscia; ondulata; sinuosa; scabra; dentata; seghettata; roncinata; crenata.

Secondo la distribuzione dei peli sul lembo può essere pubescente; lanosa; spinosa, irsuta o ispida; tomentosa; vellutata; cigliata.

Un'ulteriore definizione segue la suddivisione del lembo. Se la ramificazione interessa solo il lembo la foglia è detta semplice, se interessa il picciolo composta. La foglia semplice può essere intera; lobata; fessa; settata o partita; pennata; palmata. La foglia composta, che ha il lembo suddiviso in foglioline, può essere pennato-composta; paripennata; imparipennata, palmato-composta.

Il picciolo

Il picciolo è la parte assiale della foglia, ed ha principalmente la funzione di portare il lembo nella posizione migliore per assorbire la luce. In genere ha scarsa funzione fotosintetica e anche se può avere una struttura di tessuto variata questa sarà sempre meno complessa di quella della foglia. I suoi fasci vascolari  sono una continuazione di quelli del fusto, ce n’è sempre uno maggiore mediano da cui dipartono gli altri più sottili. In genere il picciolo è breve, quando manca la foglia si dice sessile. In questo caso la base della foglia si trasforma in una guaina che abbraccia il fusto anche per più internodi.

archivio

termini botanici  am - nz